Corriere della Sera, 16 Ottobre 2002 Vincenzo Salemme a lezione da Eduardo.
Per molti giovani e meno giovani autori napoletani Eduardo De Filippo, drammaturgo,
rappresenta un padre ingombrante da rimuovere per potere "andare oltre", senza, però,
aver colto fino in fondo la forza dell'impegno civile che si nasconde dietro ogni sua
commedia e vivendolo "solo" come "portatore" di una Napoli dolciastra.
Tra quelli che hanno imparato la lezione eduardiana del disegnare "tragifarse", dello
spargere il veleno di una verità sotto la risata, c'è sicuramente Vincenzo Salemme.
Così la sua divertente commedia "Cose da pazzi" parte come una farsa dai toni stranulati
che sfiorano l'assurdo, per poi instillare il veleno e far capire che tragedia possa essere
la perdita di un ideale e che straordinaria forza corruttrice abbia il denaro.
Per uno strano caso un uomo, quieto funzionario di Ministero, riceve ogni mese un pacco
consistente di soldi. Misteriosi invii cui non riesce a dare un perché, e solo alla fine si
capirà il complesso gioco che ha spinto un giovane, cui lui aveva negato una assurda e
provocatoria pensione d'invalidità civile, a riempirlo di denaro.
Nella prima parte largo spazio è dato all'improvvisazione che i bravi attori ben animano e sostengono.
Un vero e proprio fuoco d'artificio che accende risate a getto continuo.
Ai perfetti tempi comici di Salemme e di Maurizio Casagrande si aggiungono le invenzioni stralunate di Teresa del
Vecchio, la misura di Bianca Maria Lelli, la comicità contagiosa di Ernesto Lama, la spontaneità di Claudio Federica
Petrella, la prorompente fisicità di Roberta Formilli e la sapida ottusità di Domenico Aria.
Ma nel finale, pur continuando a far ridere, fautore imprime uno slancio di ribellione civile, un tocco di amarezza
esistenziale, una lacerazione reale che muovendosi sul filo del divertente paradosso crea uno scarto di significati
improvviso, intelligentemente provocatorio.
E la Napoli di Vincenzo Salemme diventa così reale e fantastica, come quella di Eduardo.
- Magda Poli -
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- ...ma xkè Felice C. della domanda è lei?
- si, sono io...
- uh mi scusi, suo nonno mi aveva fatto capire tutta un’altra cosa.
- no no, sono io...
- ah ecco, e come mai ha fatto questa domanda? E’ handicappato ?
- Non nel senso che intende lei Signor Cocuzza. Diciamo che non ho menomazioni fisiche visibili
ma il mio cuore e la mia testa per come sono ormai conformati non mi consentono di vivere alla
pari con gli altri.
- Capisco...
- Signor Cocuzza, io chiedo di ricevere la pensione di invalidità civile perché è fallito il
comunismo.
- Che è fallito?
- Il comunismo Signor Cocuzza. Non capisce? Lei è cattolico?
- Si.
- Crede nel paradiso?
- Si.
- E spera di andarci?
- Certo...si.
- E per andare in paradiso Signor Cocuzza lei si comporta in un certo modo, da bravo cattolico
seguendo cioè le regole che la Chiesa le ha insegnato, non so...rispetta i dieci Comandamenti,
vai in Chiesa, fa le sue buone azioni, fa la carità, è giusto.
Ora , dopo tanti anni che lei segue queste regole esse stesse sono diventate un comportamento
Meccanico.
Signor Cucuzza è corretto dire che lei oramai si comporta da buon cattolico senza nemmeno più
pensarci? Per riflesso condizionato?
- Certo. Che vuole dire, che sono abituato?
- Bravo!
- Sì.
- Benissimo. Allora, facciamo un’ ipotesi. Mettiamo il caso che lei potesse morire e ritornare indietro vivo.
- Morire? Lei lo sa che è impossibile a tornare...
- Ma è una ipotesi, Signor Cucuzza. Allora, lei muore, va nell’aldilà e scopre che il Paradiso non esiste.
Si accorge che tutti i sacrifici che ha fatto sulla terra da vivo non servono a nulla, perchè il premio non c’è.
Non solo non c’è il premio, ma non ci sta manco la punizione per i cattivi, per quelli che delle regole se ne
sono ampiamente fregati, a differenza sua. Quindi, nè premio né punizione, nè Paradiso nè Inferno.
Ora, abbiamo detto che lei può tornare vivo sulla terra, però, sapendo a questo punto che nell’aldilà non c’è
niente, Signor Cucuzza, lei.... che farà, continuerà a comportarsi come prima seguendo le buone regole del
bravo cattolico?
- E chi mo fa fà!!!!
- Bravo!! Mo faccio quello che mi pare.
- E certo...!!!
- Ma è un’illusione purtroppo Signor Cucuzza, perchè per lei comportarsi da cattolico è un riflesso condizionato,
non può farne a meno, continuerà contro la sua volontà a comportarsi come prima.
Ora immagini che tutto questo le capiti non con delle regole che servono a guadagnarsi il paradiso, ma con
delle regole che servono a vivere meglio su questa terra. Signor Cucuzza, questa è la mia condizione.
Gli ideali che sostenevano la mia etica sono falliti, ma io non posso vivere altrimenti che seguendo
meccanicamente quegli stessi ideali. E allora io uso un codice di comportamento che questa società non
ritiene valido. Sono inadatto a vivere in questa società ma se sono inadatto a vivere, lei tecnicamente
come mi definisce?
- ... Un invalido?...
- Ed essendo un invalido, che mi spetta?
- La pensione!!!!!
- Ci è arrivato, sono felice.
- Complimenti...... Bravissimo!!!
- Quindi lei è d’accordo con me Signor Cucuzza?
- No, ma che d’accordo... ho capito.
- Io le sto dando l’occasione di aprire un varco nell’ordinamento giuridico.
C’è un nuovo handicap da mettere agli atti, è l’handicap morale, Signor Cucuzza,
e lei ne può essere l’artefice.
- Ma che handicap morale. Lei ha semplicemente creduto negli ideali sbagliati.
- No, no, non mi tratti con sufficienza, non me lo merito.
E’ un caso, solo un caso che siano cadute le mie regole e non le sue,
non faccia lo sbruffone con me, Signor Cucuzza.
- Ah si? Scusi ma perchè non lo va dire alle persone di quei paesi le cose che sta dicendo a me?
- Ma quali paesi?
- Eh...i paesi... senta, ma lei è un comunista, o no?
- Sfegatato (fuori campo).
- Ma che c’entra. Stai zitto, stai zitto. Non è il comunismo Signor Cocuzza(!!), non è il comunismo
che mi manca, non sono uno stupido!!! A me manca il sogno.... comunista.... Ogni uomo ha diritto
ad un sogno. Io sono stato ingannato. Voglio essere risarcito.
Io per vent’anni ho creduto veramente che un miliardo di cinesi fossero tutti educati, felici
e sorridenti, solo perchè erano comunisti. Poi ho scoperto che facevano le esecuzioni in piazza,
pigliavano dei ragazzi di 15, 16 anni e solo perchè avevano rubato una bicicletta, un pugno di riso,
li facevano inginocchiare per terra e gli sparavano un colpo in testa. E la gente applaudiva.
Io ero comunista perchè sono contro la pena di morte Signor Cucuzza. Sono stato ingannato
e voglio essere risarcito. Mi spetta.
- Ho capito, ma...ma la legge non prevede un caso come il suo. Io che scrivo nel registro?
E’ incapace di vivere perchè è fallito ò comunismo?
- Esatto. Io sono malato Signor Cucuzza. La mia è una forma di malattia di cui lo stato deve
tenere conto. Io sono un tossicomane ideologico. Sono in crisi di astinenza, posso fare di
tutto Signor Cucuzza, e lo farò!!!
- Che vuole dire?
- Che mi lascerò finalmente andare, che non avrò più scrupoli, che diventerò un delinquente.
- E faccia quello che le pare!!!
- E sarà anche colpa sua!!!
- Mia? Ed io che centro?
- Lei non mi prende nella giusta considerazione.
- No, io faccio solo quello che è nelle mie possibilità .
- Ma la smetta con la storia delle possibilità. Faccia quello che è nelle sue responsabilità!
- Lei per me sta benissimo, se ha bisogno vada a lavorare.
- E come faccio a lavorare Signor Cucuzza? Io sono un mese che non esco di casa, non ce la
faccio ad andare per strada, guardare negli occhi le persone che per vivere devono schiacciare
la propria dignità.
- Tutti dobbiamo fare i conti con la realtà.
- No. Questa è la vostra realtà, non la mia.
- E allora combatta con la sua di realtà?
- E come faccio....dove va??!! Che cosa devo fare Signor Cucuzza? Devo denunciare tutti quelli che
andavano in giro con i capelli lunghi e con l’eskimo? Erano milioni!!! So scumpars!!!
Cu chi ma pigl ?!? Con quelli che mi impedivano di comprare i dischi di Lucio battisti perchè si era
sparsa la voce che forse era fascista? E io lo amavo!!! E mi vergognavo a dirlo.
Per lei è facile Signor Cucuzza insegnare ai suoi figli che l’essere umano è di natura cattiva, che
la gente parla parla ma poi ognuno penz e fatt suoj !
Io non potrei mai insegnare queste cose a mio figlio. Non gli potrei mai insegnare che sul lavoro non
deve guardare in faccia a nessuno se vuole andare avanti, che votare non serve a nessuno solo ai
politici che devono rubare.
Per voi è facile dire queste cose, perchè secondo voi adesso la gente sta bene, nessuno si muore più
di fame, e allora che cosa gli dovete insegnare ai vostri figli? Sulu strunzate!!
Che il fumo fa male!!! Che mangiano troppa carne rossa, che ogni anno a natale a papà vengono
distrutti troppi abeti... E chi se ne fotte Cucuù!!!
Voi non mi volete aiutare, e allora insegnatemi a vivere come voi, senza scrupoli e senza sensi di colpa,
altrimenti mettetemi in un mondo dove non esistono zingari, negri, poveri, disperati, un mondo dove non
si sappia quanti bambini muoiono di fame ogni giorno, mentre noi mangiamo le primizie, abbiamo sei
televisori per famiglia, due macchine a testa, mandatemi qualcuno che mi dimostri che vivere in questa
società è giusto, altrimenti diventerò un delinquente!
E si ricordi Signor Cucuzza che è un caso, solo un caso, che siano cadute le mie regole e non le sue!!!
Tratto dal film " Cose da Pazzi " di V. Salemme