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日志


6月20日

"Le cose che ho imparato nella vita" di Paulo Coelho

 
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: 
 - Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. 
 E per questo, bisognerà che tu la perdoni. 
 - Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per 
 distruggerla. 
 - Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. 
 - Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo 
 responsabili di noi stessi. 

 - Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te
 - Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era 
 necessario fare, affrontandone le conseguenze. 
 - Che la pazienza richiede molta pratica. 
 - Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come 
 dimostrarlo. 

 - Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando 
 cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. 

 - Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che 
 non ti ami con tutto se stesso. 
 - Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono 
 sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse. 
 - Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior 
 parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. 
 - Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non 
 si ferma, aspettando che tu lo ripari. 

 - Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di 
 incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo 
 come essere riconoscenti per quel regalo. 

 - Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante 
 volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è 
 stata aperta per noi. 
 - La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un 
 portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti 
 che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta. 
 - È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche 
 vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. 
 - Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un 
 giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. 
 - Non cercare le apparenze, possono ingannare. 
 - Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. 
 - Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso 
 per far sembrare brillante una giornataccia. 

 - Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. 
 - Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che 
 vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! 
 - Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai 
 solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. 
 - Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a 
 sufficienza da renderti
forte, dolore abbastanza da renderti umano, 
 speranza sufficiente a renderti felice. 
 - Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente 
 anche loro si sentono così. 

 - Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni 
 cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. 
 - L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. 
 - Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene 
 nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi 
 dolori. 
 - Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. 
 Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride 
 e ognuno intorno a te piange. 
 
6月10日

Al mio papà con infinito amore

Oggi è il tuo compleanno, avresti compiuto 67 anni ma la vita è spesso vigliacca e meschina.... non è sempre come tu la vorresti e sei consapevole di quest'altra "faccia" della vita solo crescendo. 
Scrivere per me è molto più facile che parlare, quante cose avrei voluto dirti e molte altre vorrei non avertele mai dette ma indietro non si può più tornare, posso solo sperare che tu possa continuare a volermi bene come hai sempre fatto, seppure a modo tuo . Ovunque tu sia pregherò per Te affinchè tu possa finalmente riposare in pace. 

Voglio farti dono , in questo giorno , della seguente poesia scritta da una bella persona che ha perso il suo papà quando era ancora una bambina. GRAZIE IVANA!
 
pieno di dolorosi ricordi.
Rivedo i tuoi occhi chiusi,
le mie lacrime che tentano,
invano, di svegliarti,
e la mia tenera mano che implora
il tuo calore.
Ancor vivo è il tuo sorriso,
la tua bontà, le tue parole,
ancor vivo il mio grande
affetto per te, padre mio.
Come sarebbe stato bello,
sedersi l’uno di fronte all’altro,
in questa età adulta,
complici in un profondo ascolto.
Avrei voluto mostrarti la mia
felicità ed anche le mie lacrime,
per trovare in te conforto.
Molte volte mi sono chiesta,
il senso di questo dolore,
ed ora so, caro padre,
che devo a te la forza che ho
per camminare nei miei giorni
e quando mi volto,
ti vedo al mio fianco,
pronto a darmi la tua carezza,
con un alito di vento.
Ti giunga il mio caldo abbraccio,
il mio immenso affetto e,
tutte le belle parole che mai
ho potuto dirti.
Aspettami sulla soglia del cielo,
quando sarà terminata la mia strada
nel mondo, avrò una vita da raccontarti.
 
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Ci mancherai tanto, Massimo!

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Lieve, più forte dell'arroganza. Massimo Troisi era un essere umano leggero, forse stonato in un'epoca ed in una società dello spettacolo dove imporre la propria presenza, essere arroganti, è il comportamento di moda. Massimo sapeva stare al mondo rendendo gradevole la vita dei suoi amici e della gente che gli era cara senza sfiorare mai gli altri con le sue angustie. Del suo "cuore malato", operato a Houston per la seconda volta ancora recentemente, non parlava mai, al massimo ci scherzava sopra facendo il verso alle parole di una immortale canzone che talvolta intonava cercando di imitare Sergio Bruni. Si era fatto conoscere come comico meno di vent'anni fa con il gruppo "La smorfia", composto, oltre che da lui, da Enzo Decaro e Lello Arena, ed aveva raggiunto il successo con "Non Stop", una di quelle trasmissioni-laboratorio della RAI inventate da Bruno Voglino dove nascevano spesso artisti che duravano molto più di una stagione e comici non schiavi di una battuta o incapaci di andare oltre i due minuti di esibizione. Erano comici spesso inventori di un genere, lettori ironici del quotidiano, o interpreti sarcastici della società in cui vivevano. Fu la stagione, oltre che di Troisi, di Benigni, di Verdone, di Grillo. Sono passati soltanto 15 anni e sembra un'eternità. La TV schiava dell'audience, la TV commerciale ha disintegrato anche la capacità di far ridere intelligentemente. E non dico questo perchè Troisi, come gli altri che ho citato, erano indicati come "comici di sinistra", cosa che oggi apparirebbe un peccato. "Scusa, ma da che parte potevo stare? - mi disse una volta Troisi sorridendo - Songo nato a San Giorgio a Cremano e al pizzicagnolo che ogni mattina mi dava pane e mozzarella io dicevo sempre di aver fede, perché ai poveri ci pensa Dio. Pover'omme. Un giorno, stanco di segnare sul quaderno dei crediti, mi disse 'non sarebbe meglio, aspettando Dio, che a saldare il conto passasse tuo padre?'". Nel cinema fu una rivelazione con "Ricomincio da tre" un film del 1981 dove c'erano tutti i dubbi e le disillusioni della sua generazione, ma anche tutto il suo senso della vita, la sua filosofia basata sull'arte di accontentarsi, forse anche un po' della sua famosa pigrizia. Fu questo il sentimento che Massimo apprezzava come una cultura, più che il timore di non riuscire a ripetersi, a convincerlo ad aspettare più del previsto prima di dirigere "Scusate il Ritardo". Amava le donne e lo sport e voleva aver tempo per queste due passioni. "Chi l'ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento e perder tempo per fare la formazione della propria squadra?". Quando il Napoli vinse lo scudetto fu memorabile l'intervista a cui mi costrinse nella trasmissione organizzata per l'occasione facendo finta di essere l'unico napoletano a non aver avuto la notizia e commentandola sorpreso con tutti i luoghi comuni che riguardano il calcio e le interviste. Ricordo ancora come un incubo gioioso le puntate intere in cui Massimo e Benigni occupavano "Blitz" il programma domenicale che 10-12 anni fa facevo su Raidue. Come i grandi del neorealismo sapeva cogliere il particolare delle cose, delle situazioni, perfino i tic delle persone e trasformarli in una introspezione ironica. Eduardo De Filippo mi disse una volta che era un comico di domani con le radici nel pamato. Se la storia è andata così, è stata una delle poche volte che ha permesso al suo raziocinio di prevalere sulle sue passioni. assato. Sotto la sua pigrizia nascondeva però talvolta una volontà di ferro. "Il postino di Neruda", il film terminato sabato scorso con Philippe Noiret, lo aveva inseguito per anni, dopo aver scoperto il libro di Skàrmeta, un autore cileno del quale mi aveva chiesto ogni dettaglio. Forse per una volta ha voluto controllare il suo cuore per riuscire a portare a termine un progetto. Ci mancherai tanto, Massimo!

Gianni Minà (articolo apparso su L'Unità 2 di Domenica 5 Giugno 1994).

Massimo Troisi...un uomo, un artista, un mito!

 
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Massimo Troisi nasce il 19 febbraio 1953 a San Giorgio a Cremano, un paese a quattro chilometri da Napoli. Durante gli studi per conseguire il diploma di geometra, la passione per il teatro lo spinge a recitare, a 15 anni, nel Centro Teatro Spazio del suo paese. Nel 1969 fonda con gli amici, il barbuto Lello Arena e il bello Enzo Decaro, un piccolo gruppo teatrale: "I saraceni", mettendo in scena tra le altre cose (di cui Troisi è sempre l'autore), un graffiante copione satirico musicale dal titolo: Non si vive di solo pane. A Roma intanto Michele Casco aveva attrezzato il locale-cabaret "La chanson": sarà proprio qui che il trio Troisi-Arena-Decaro, ribattezzatosi "La smorfia", conoscerà i primi successi. Dopo un'esperienza radiofonica (partecipano a 15 puntate di "Cordialmente insieme"), è Enzo Trapani a portarli per la prima volta in televisione nel 1976, ospiti fissi del suo programma "Non stop". In questi anni "La smorfia" è anche il titolo di uno spettacolo teatrale che il trio porta dal Sancarluccio di Napoli sui palcoscenici di diversi teatri italiani. Ancora nel 1979 il trio è contemporaneamente in televisione, tra i protagonisti della trasmissione "Luna Park" (rimasti famosi, tra gli altri, gli sketch dell' "Arca"; dell' "Annunciazione"; del "Principe Azzurro"; dei "Soldati"; dell' "Intervista"; dell' "Angelo Custode"; di "San Gennaro") e in teatro, con un nuovo spettacolo dal titolo: Così è (Se vi piace). Il gruppo de "La smorfia" quindi, si scioglie. E' nel 1981 che Massimo Troisi, considerando spiritosamente di aver realizzato nella propria vita almeno tre cose buone, lavora come autore-regista-attore al suo film d'esordio: Ricomincio da tre, ottenendo un grande successo di pubblico e solo successivamente di critica. Nel 1982 per la serie televisiva di RAI 3 dal titolo : "Che fai... ridi?", dedicato ai nuovi comici italiani, Benigni, Verdone, Nichetti, realizza lo special: Morto Troisi, Viva Troisi. Nello stesso anno scrive il soggetto e interpreta un piccolo ruolo nel film di Lodovico Gasparini, No grazie, il caffè mi rende nervoso. Nel 1983 Troisi, dopo essersi fatto un po' attendere, realizza, sempre in veste di autore-regista-attore, il suo secondo film: Scusate il Ritardo. Nel 1984 è a fianco dell'irresistibile Benigni, sia come regista che come attore, nel film Non ci resta che piangere. E' del 1985 invece la curiosa interpretazione di quella strana operazione produttiva che è Hotel Colonial di Cinzia Torrini. Passano due anni (1987) ed è ancora una volta impegnato in prima persona, dietro e davanti alla macchina da presa con il film Le vie del Signore sono finite. Tre film di Ettore Scola lo vedono in questi ultimi anni impegnato di nuovo come attore: Splendor (1989); Che ora è (1989) , che gli ha fatto vincere il premio come migliore attore (in coppia con M. Mastroianni) alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Il viaggio di Capitan Fracassa (1990). Con Pensavo fosse Amore... invece era un calesse (1991) di cui è anche autore e interprete, Troisi firma la sua quinta regia cinematografica. Il 4 giugno 1994, ad Ostia (Roma), Troisi muore nel sonno a causa del suo cuore malato, ventiquattro ore dopo aver terminato le riprese de Il postino diretto da Michael Radford, il film che aveva amato di più.

6月4日

- Il treno della vita -

 
Qualche tempo fa ho letto un libro dove la vita veniva paragonata ad un viaggio  in treno.
Una lettura molto interessante.
La vita è come un viaggio in treno: si sale e si scende;  durante il percorso possono capitare incidenti; a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza.
Quando nasciamo e saliamo sul treno incontriamo persone che pensiamo ci accompagneranno durante tutto il nostro viaggio: i nostri genitori.
Purtroppo la verità è un’altra. Loro scenderanno in una stazione e ci lasceranno ad affrontare
il viaggio da soli ma lasciandoci il loro amore e vegliando sempre su di noi. Comunque sul treno saliranno altre persone che per noi saranno molto importanti.
Sono i nostri fratelli, le nostre sorelle, i nostri amici e tutte le persone meravigliose che amiamo.
Qualcuno di queste persone che sale considera il viaggio come una piccola passeggiata…
Altre trovano solo tristezza nel loro viaggio. E poi ci sono altre persone ancora sul treno sempre
presenti e sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno.
Qualcuno quando scende lascia  una nostalgia perenne...
Qualcun'altro, invece, sale e riscende subito, e lo abbiamo a mala pena notato.
Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri a cui vogliamo bene,si segga in un altro vagone e che
 in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli.
Naturalmente non ci lasciamo frenare da nessuno e ci spingiamo alla sua ricerca in altri vagoni.
Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al suo fianco perché il posto vicino a lui è
già occupato da qualcun altro.
Non fa niente ,così è il viaggio : pieno di sogni,sfide,fantasie,speranze e addii…ma senza ritorno .
Cerchiamo , allora, di fare il viaggio nel miglior modo possibile…
Cerchiamo di andare d’accordo con i nostri vicini di viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno
 di loro. 
Ricordiamoci che durante il tragitto uno dei nostri compagni di viaggio potrà vacillare
 e probabilmente avrà bisogno della nostra comprensione .
Anche noi vacilleremo spesso ma ci sarà qualcuno che riuscirà a capirci…
Il grande mistero del viaggio  è che nessuno di noi saprà quando scenderà definitivamente , né tanto meno quando lo faranno i nostri compagni di viaggio.
Penso che mi dispiacerà  tanto quando un giorno scenderò per sempre dal treno…Si ne sono convinta!
La separazione da tutti gli amici che ho incontrato durante il viaggio sarà molto triste e
 lasciare i miei cari da soli sarà doloroso. Ma ho la speranze che prima o poi li vedrò arrivare tutti alla stazione centrale con un bagaglio che non avevano quando sono saliti sul treno.
In quel momento ciò che mi renderà felice sarà il pensiero di aver contribuito ad aumentare
 ed arricchire il loro bagaglio,impreziosendolo.
Bisogna fare il possibile affinché il nostro viaggio sia piacevole e che alla fine ne sia valsa
 la pena.  Facciamo in modo che il nostro posto vuoto lasci nostalgia e bei ricordi in coloro
 che preseguono il viaggio.
A coloro che fanno parte del mio treno AUGURO...

Buon viaggio!!