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日志


8月31日

» Brandon Lee «

 
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  “Non so se fosse destino che interpretassi questo ruolo, ma mi ritengo  fortunato di averlo fatto. Il corvo, l‘uccello che si vede nel film, può essere considerato come una guida, quasi una parte della personalità di Eric, che lo riaccompagna nella sua vita per ricordargli chi era e cosa gli è capitato. Eric è un personaggio che è spinto al limite delle sue capacità per far fronte a ciò che gli succede. In un certo senso è un pazzo, a volte è completamente folle, così come si può giudicare folle una persona che sente delle voci, delle voci razionali che   vogliono guidarla e delle voci irrazionali che provengono da un livello più emotivo e profondo. Secondo me il corvo è la voce razionale, la sua guida…aiuta Eric a fare ciò che deve fare in maniera molto pratica e lo conduce nei posti che deve raggiungere, lo aiuta trovare le persone che deve trovare. E’ una storia che parla della giustizia per le vittime. La sua missione è trovare gli uomini che hanno ucciso lui e la sua ragazza per vendicarsi. E’ un ruolo fantastico ed è un ruolo che comporta dei rischi per chi lo interpreta. Ti da l ’occasione di rischiare e di metterti alla prova perché nessuno sa come si comporta una persona che torna dall’aldilà. Una delle cose più belle nell’ interpretare questo ruolo è che è veramente un continuo lottare, fare a pugni con il personaggio stesso perché non esistono regole che indichino come si deve comportare un attore per interpretare il personaggio di uno che torna dal regno dei morti. C’è una parte di Eric che è piena di rabbia per quello che ha subito. Ma una delle cose che più mi piacciono di questo film è l’equilibrio con cui tutti i vari aspetti del carattere  del protagonista vengono trattati. E’ un uomo tormentato, straziato nelle emozioni, nel fisico e nella mente. Credo che il fascino del personaggio stia nella purezza che caratterizza la sua missione. Ho lavorato in altri film dove c’era della violenza, ma devo dire mai, come in questo, ho pensato che la violenza fosse tanto giustificata. E’ un film che lascia poco spazio alla pietà. Questa è  giustizia, ne sono assolutamente convinto, come lo sono del fatto che in quella situazione mi sarei comportato allo stesso modo. Eric ha un compito da assolvere e si vede costretto ad ignorare il suo dolore per portare a termine la sua missione. Nel film vedo un concetto di equilibrio tra il bene e il male. Siccome non sappiamo quando moriremo, siamo portati a pensare alla vita come ad un pozzo inesauribile, eppure ogni singolo fatto accade per un certo numero di volte e spesso si tratta di un numero limitato. Quante volte ci ricordiamo di un certo pomeriggio della nostra infanzia,un pomeriggio così profondamente parte del nostro essere, senza il quale non riusciremmo nemmeno a concepire la nostra esistenza? Forse quattro, cinque volte, eppure tutto ci sembra senza limite. “CREDIMI, NIENTE E’ INSIGNIFICANTE”, questo è il punto di vista che adotta il personaggio per tutta la durata del film, perché si rende perfettamente conto di quanto sia prezioso ogni istante della sua nuova vita. E’ il ruolo più bello che abbia avuto occasione di interpretare…”

Brandon fu sepolto vicino alla tomba del padre nel cimitero di Washington, e parte delle parole della sua intervista sono riportate sulla lapide della sua tomba.

Il CoRvO

 
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- Alex  Proyas, USA, 1994 –
 
Trama: Il 30 ottobre, in una città americana del duemila, è la notte del Diavolo: bande di teppisti incendiari percorrono i quartieri, ed una di queste penetra nell'appartamento di Eric Draven, che il giorno dopo deve sposare la fidanzata Shelly. I teppisti gettano lui dalla finestra e violentano e malmenano la donna, che muore all'ospedale dopo dolorosa agonia. Solo Albrecht, un poliziotto di colore, le è vicino, ma i suoi tentativi d'indagini vengono paradossalmente intralciati da una ambigua figura di commissario. Intanto un misterioso corvo vola sulla tomba di Eric, che risorge per mettere in atto, guidato dall'uccello, la sua vendetta. Tornato nella sua abitazione, Eric vive gli istanti della sua morte e della violenza a Shelly; quindi si trucca come Pierrot, si veste di nero ed inizia a vendicarsi uccidendo il primo teppista, il nero Tin Tin. Poi va a Gideon, il ricettatore, a recuperare l'anello di fidanzamento; da fuoco al negozio di Gideon, il quale avvisa Top Dollar il boss della mala locale, anima nera della città, eroinomane e di costumi depravati, che lo uccide e convoca una riunione, alla quale assiste l'unico superstite della gang. Eric, che frattanto ha liberato la prostituta Daala dalla schiavitù della droga, ed ha eliminato tutti i banditi tranne uno, si presenta a chiedere l'ultima vittima e fa una strage, alla quale scampano il boss, la donna ed un aiutante di colore. Ma la donna suggerisce di uccidere il corvo, che accompagna sempre Eric, per privarlo dei suoi poteri paranormali. Così egli diviene vulnerabile e solo l'intervento di Albrecht fa si che i tre vengano sgominati. Prima di rientrare nel regno dei morti, Eric fa provare al boss tutte le pene che colui e Shelley hanno subito imponendogli le mani. Quindi rientra nel regno delle ombre.

Note: IL 31 MARZO 1993 DURANTE LA LAVORAZIONE DEL FILM UNA PALLOTTOLA CHE DOVEVA ESSERE A SALVE UCCISE BRANDON LEE.
8月27日

LA MEMORIA di Marco Bechis

 
La memoria è la capacità di ricordare il passato e riconoscere nel presente tutte le situazioni che gli assomigliano.
Quindi serve ad agire oggi e non deve essere solo qualcosa che funziona con 50 anni di ritardo. La memoria è l'unico strumento che può impedire il ripetersi di errori.
Oggi, in Argentina, Cile, Uruguay e tanti altri paesi latinoamericani, della mia generazione (quelli che avevano vent'anni negli anni settanta) sono rimaste solo le ossa. I parenti delle vittime scomparse, quando hanno avuto fortuna, hanno ritrovato i figli, i mariti, le mogli, i fratelli e sorelle in qualche fossa comune, la grande maggioranza degli scomparsi del continente, sono scomparsi nel nulla: cimiteri clandestini non ancora ritrovati e il mare. Uno strano cimitero, il mare.
Qui in Europa la stessa generazione oggi dirige giornali, imprese, conduce programmi radio e tv.
In America Latina è stata decimata. Migliaia e migliaia di morti giovani a cavallo tra gli anni settanta e gli ottanta, un decennio appena.
Già dagli anni sessanta gli americani che si occupavano di America Latina avevano coniato il concetto di "nemico interno". Alla School of America della Cia a Panama gli ufficiali istruttori insegnavano che il nemico degli eserciti sudamericani non era più il paese vicino bensì la sovversione che si annidava dentro le frontiere del paese stesso. Da quell'assunto fortemente ideologico, partirono le dittature: una dopo l'altra. Poi si allearono.
Il Plan Condor prevedeva lo scambio di prigionieri clandestinamente, da un paese ad un altro. Aumentare l'efficienza.
Favori di scambio. Traffici di desaparecidos tra il Brasile, il Cile, l'Uruguay, il Paraguay, l'Argentina.
E i bambini. Rubati sul nascere alle giovani madri che partorivano nei campi di concentramento. Alcuni di loro hanno anche passato le frontiere.
Oggi in America Latina c'è memoria di quegli anni?
C'è la sensazione che siano cose successe non solo in un altro tempo ma addirittura in un altro luogo.
Quando uscì Garage Olimpo a Buenos Aires, il pubblico non andò in sala, faceva la fila per andar a vedere l'ultimo film premiato a Cannes. Poteva sembrare che non volessero vedere qualcosa che li riguardava, invece per molti era un film su qualcosa successo "allora", in un'altra dimensione, quasi in un altro luogo. E' difficile trovare qualcuno che veramente, dico veramente, sappia e che senta su di sé la quota di responsabilità che gli tocca. Sono pochi. Come sono pochi quelli che si battono perché tutti quei morti e desaparecidos siano parte della storia del proprio paese: nonne, madri e figli di scoparsi che sono stati colpite direttamente dalla violenza militare. La grande maggioranza sente di essere passata indenne da quella tragedia, quindi continua a tenersene alla larga.
Tutti i paesi dell'America Latina oggi sono in qualche modo delle "democrazie" di stampo occidentale, sono i sistemi di governo che meglio hanno favorito l'apertura dei mercati ai capitali stranieri che hanno divorato gli stati, spolpandoli fino all'osso. Governi democratici eletti a colpi di maggioranze inventate dal nulla. Il modello ovunque lo stesso: vivere e consumare come se fossero in europa. Al di là del modello, i consumi sempre più bassi.
Poi un giorno tutto crolla, il dollaro diventa peso e il peso non vale un dollaro. E si piange. Si da la colpa a quel ministro dell'economia, a quell'altro che si è portato via i soldi in anticipo perché lo sapeva e non l'aveva detto. E la polizia ritorna nelle piazze, la stessa di allora.
Perché non l'hanno mai cambiata, la polizia, neanche l'esercito. Non le hanno mai cambiato la testa. L'impunità delle leggi di Obediencia Debida e Punto Final degli anni '80 in Argentina. Durante gli ultimi scontri di dicembre 2001, la polizia di Buenos Aires ha usato la picana portatile a batteria. Si sono evoluti, una volta funzionavano con corrente continua.
E l'hanno usata su un figlio di scomparsi, dell'associazione H.I.J.O.S. che hanno caricato su una macchina.
Per anni si è voluto dimenticare tutto: i trentamila desaparecidos, i figli rubati. Nessuno ha voluto vedere che al governo democraticamente eletto si sono viste le stesse facce: Cavallo un ministro del governo militare, poi ministro dell'economia del governo Menem e finalmente chiamato dall'opposizione sempre nello stesso ruolo. Sempre lui.
Juan Domingo Bussi, governatore di Tucuman, eletto democraticamente dal popolo per un decennio, lo stesso popolo che lui aveva terrorizzato dal 1975 al 1982 quando era capo militare della regione.
Oggi a Tucuman manca un'intera generazione, quelli che avrebbero 43/50 anni. O sono morti, o desaparecidos o fuggiti.
L'incapacità di cambiare.
La cosa che più rattrista e preoccupa oggi, in Argentina e di riflesso in altri paesi del continente, è che non affiori, non si distingue, una vera alternativa politica. Che avrebbe dei compiti semplici: fare giustizia della storia passata per poter rifondare la coscienza collettiva, quindi giudicare e condannare i criminali in tutti i paesi del continente. E levare loro ogni diritto civile. Riformulare i rapporti economici con i paesi che hanno mantenuto le dittature e poi i governi finto-liberal. Avere come meta politico-economica il paese vicino, il Cile, l'Uruguay, il Paraguay, il Brasile.
Smetterla di avere come miraggio Miami o Parigi.
La memoria. Da questa parola bisogna ripartire, in Argentina, in America Latina.
E qui in Italia.

Garage Olimpo

 
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Marco  Bechis  - ARGENTINA, ITALIA , 1999 –
 
Trama:  Maria Fabiani, 19 anni, è un'attivista militante in una organizzazione clandestina che si oppone alla dittatura militare al governo in Argentina. Fa la maestra in una bidonville di Buenos Aires, e vive in città in una grande casa insieme alla madre Diana. Incombono difficoltà economiche e così Diana ha affittato alcune stanze dell'appartamento, una di queste a Felix, un giovane timido, che dice di non avere famiglia, di lavorare come guardiano notturno in un garage e, soprattutto, si mostra innamorato di Maria. Una mattina irrompono in casa poliziotti e militari in borghese: arrestata di fronte allo sguardo impotente della madre, Maria viene portata via e chiusa in prigione in un centro clandestino chiamato 'Garage Olimpo'. Al momento di farla parlare, Tigre, il capo del centro, affida il compito ad uno dei suoi uomini più fidati: è Felix, l'affittuario. Maria allora capisce che Felix è al tempo stesso il suo torturatore ma anche la sua unica via di salvezza. Intanto Diana accetta di vendere la casa in cambio della promessa di rivedere la figlia. Una macchina l'accompagna, ma appena fuori città la fanno scendere e le sparano. In carcere, Maria bacia Felix, poi prova a scappare, è ripresa, vive momenti di forte paura. Quando il Tigre torna a casa, qui scoppia una bomba messa da Ana, amica della figlia del comandante. Il giorno dopo Felix porta Maria fuori dal carcere. Quando rientrano, lei è destinata a salire sul camion che porta i prigionieri fuori città; Felix viene convocato dal generale. Entrambi saranno eliminati in forma anonima, come tanti altri in quegli anni.

Note: PREMIO DAVID 2000 PER MIGLIORE PRODUZIONE (AMEDEO PAGANI)
8月25日

(( Life ))

Dedicato a tutti quelli che sono esistiti, che esistono e che esisteranno...
LIFE
 La vita è fatta di tanti momenti diversi ed ognuno di essi, bello o brutto che sia, vale la pena di essere vissuto.
 Dalla nascita fino alla morte ci sono fasi che si susseguono nella vita dell’uomo.
 NASCITA
Dal grembo materno al taglio del cordone ombelicale: un travaglio che ogni uomo deve affrontare prima di vedere la luce della vita.
I primi passi nella vita terrena, le paure, i timori , le angosce.
La gioia di cominciare a vivere! La nascita.
LAVORO
Un momento determinante nella vita di ogni uomo giunge quando si comincia a lavorare. Si può svolgere qualsiasi tipo di lavoro,
 l’importante è che ciascuna professione anche nella più totale alienazione sia svolta con impegno
 e dedizione. E’ questo che nobilita l’uomo. Il lavoro.
DENARO
 Il lavoro nobilita l’uomo ma il
denaro lo abbruttisce rendendolo avido ed offuscandogli
 la mente promettendogli gioia, felicità e lusso. Ma è solo una miserabile illusione. Il denaro. AMORE
 Magico e forte, profondo e sconvolgente. E’ la passione, l’emozione, il paradiso. Eterno sentimento che unisce cuore, corpo e mente. L’amore.
MALATTIA
 Lungo il cammino di un uomo ci
sono ostacoli che spesso sembrano insormontabili . L’uomo a volte
può sconfiggere il male.
 La malattia.
  PAZZIA
 E se tu dovessi perdere la ragione?
 La pazzia è un momento tragico che può toccare chiunque. Un labirinto diabolico dal quale sarà difficile uscire. Un rompicapo paradossale.
 Un crescendo di situazioni
slegate fra loro,di pensieri confusi ,
 impossibili . La pazzia .
GUERRA
 Il male di tutti i mali . Un insulto all’intelligenza di tanti uomini . 
Un segno di immaturità , di cattiveria , insensibilità , 
crudeltà ed ignoranza . La guerra . 
RICORDI
 Si chiudono gli occhi e si apre la mente...si viaggia tra gli episodi
e gli eventi che hanno segnato la
vita di tutti noi . 
Ascoltiamo ciascuno la propria musica, proviamo a ripercorrere
tutta la nostra esistenza nella culla della nostra memoria.
I ricordi.
 MORTE
 Finisce così.. Questa favola bella giunge alla fine. Anche la vita
finirà e forse, chissà, un’altra
magari ne comincerà . 
 

Eroi dei nostri tempi - Per non dimenticare!! -

 
Migliaia di ragazzi in piazza a  Palermo un saluto alla bara del giudice Falcone
hanno bisogno di una risposta... hanno bisogno di protezione...
I ragazzi sono stanchi dei Boss al potere... i ragazzi non possono stare a vedere
la terra sulla quale nascerà il proprio frutto bruciare ogni loro ideale distrutto.
I ragazzi denunciano chiunque acconsenta con il proprio silenzio un'azione violenta...
i ragazzi  sono stanchi e sono nervosi in nome di Dio "fanculo i mafiosi"...!!!
I ragazzi denunciano chi guida lo Stato x non essersi mai abbastanza impegnato a
creare una via x chi vuole operare senza  esser costretto x forza a rubare...
x creare una via x gli uomini onesti... x dare ai bambini valori robusti che non crollino appena
si arriva ai 18 accorgendosi che questo mondo è corrotto.
I ragazzi non credono ad una parola di quello ke oggi ci insegnano a scuola...
i ragazzi diffidano di ogni proposta non stanno cercando nessuna risposta ma
FATTI... GIUSTIZIA... RIGORE MORALE da parte di chi calza questo stivale.
I ragazzi hanno il tempo che li tiene in ostaggio ma da oggi hanno deciso di farsi coraggio
xkè non ci sia un'altra strage di maggio x riuscire ci vuole cultura e coraggio... cultura di pace...
coraggio di guerra, il coraggio di vivere su questa terra e di vincere qui la nostra battaglia
xkè quando nel mondo si parli d'Italia non si dica soltanto la mafia... i mafiosi...
xkè oggi è x questo che siamo famosi ma l'Italia è anche un'altra e la gente lo grida...
i ragazzi sono pronti x vincere la sfida !!
 
NON LI AVETE UCCISI, LE LORO IDEE CAMMINANO CON LE NOSTRE GAMBE!!
 
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