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日志


Danny Boodman T. D. Lemon Novecento :

 
" Tutta quella città..non si riusciva a vederne la fine..la fine..
per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
Era tutto molto bello su quella scaletta, e io ero grande con quel bel cappotto…
facevo il mio bel figurone e non avevo dubbi, che sarei sceso, non c’era problema.
Non è quello che vidi che mi fermò…
è quello che NON vidi..puoi capirlo?
In tutta quella sterminata città, c’era tutto, tranne la fine.
C 'era tutto..ma non c’era una fine..quello che non vidi è dove finiva tutto quello.
La fine del mondo.
Tu pensa un pianoforte: i tasti iniziano, i tasti finiscono.
Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti..non sono infiniti loro,
sei tu che sei infinito.
E dentro quegli 88 tasti, la musica che puoi fare, è infinita.
Questo a me piace, in questo io posso vivere..
ma se salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni
e milioni di tasti milioni e miliardi di tasti che non finiscono mai,
e questa è la verità..che non finiscono mai..
Quella tastiera è infinita ma se quella tastiera è infinita,
allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare..
e sei seduto sul seggiolino sbagliato:
Quella è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo! Ma le vedevi le strade? soltanto le strade, ce n’erano a migliaia!
Ma dimmelo: come fate voi altri laggiù a sceglierne una?
A scegliere una donna..una casa..una terra che sia vostra,un paesaggio da guardare..?
...un modo di morire..?
Tutto quel mondo addosso che non sai quando finisce e quanto ce n’è..
Non avete paura voi di finire in mille pezzi solo a pensarla quella enormità?
solo a pensarla..a viverla..?
Io ci sono nato su questa nave.
E vedi, anche qui il mondo passava..ma non più di 2000 persone per volta.
E di desideri ce n’erano!
...ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua ed una poppa.
Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita,
io ho imparato a vivere in questo modo.
La terra..è una nave troppo grande per me!
E’ una donna troppo bella..
E’ un viaggio troppo lungo..
E’ un profumo troppo forte..
E’ una musica che non so suonare..
Non scenderò dalla nave..al massimo posso scendere dalla mia vita..
In fin dei conti è come se non fossi mai nato.
Sei, Tu, l’eccezione Max, solo tu sai che sono qui, e
sei una minoranza, non ti resta che adeguarti..
Perdonami amico mio..ma io non scenderò."
 
(Ultimo dialogo tra Novecento e Max da "La leggenda del pianista sull'oceano”) 
  

La leggenda del pianista sull'oceano

 
Tratto dal Monologo “Novecento” di Alessandro Baricco
 
Regia :
Giuseppe Tornatore
 
Trama :
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento è un orfano, trovato in una scatola di cartone da un marinaio della Virginian. Danny Boodman T.D. Lemon Novecento è un bambino diventato orfano due volte. Danny Boodman T.D.Lemon Novecento è il più grande pianista che abbia mai suonato sull’Oceano. E questa è la sua storia.
 
Un marinaio, Danny Boodman, trova in una scatola di cartone un bambino di appena dieci giorni , posata sul pianoforte della sala da ballo della prima classe della nave Virginian. Decide di adottarlo clandestinamente, e di tenerlo con sé sulla nave, senza mai farlo scendere, per il timore che le autorità della terra ferma potessero portarlo via. Decide di chiamarlo col proprio nome, aggiungendovi la stampa trovata sulla scatola che conteneva il frugoletto: T.D. Lemon, nell’assoluta convinzione che T.D. volesse significare Thanks Danny , Grazie Danny. Ma a questo volle aggiungere un altro nome ancora, che desse valore e spessore a quel bambino destinato a un grande futuro, e dal momento che era il 1901, decide di chiamarlo Novecento, come il secolo del primo anno che stava vivendo. E così nacque Danny Boodman T.D. Lemon Novecento.
La storia viene narrata dal migliore amico di Novecento, Max, un suonatore di tromba membro come lui dell’equipaggio. Racconta, sbalordito, in prima persona, la straordinaria storia di un eccezionale pianista, e le sfide che la vita ha posto lungo il suo cammino. Racconta di come fosse in grado non solo di suonare il pianoforte, ma di “guidarlo” sulle onde del mare, scivolando nella sala da ballo come spinto dal fiume delle note che nascevano dalle sue dita e dagli 88 tasti bianchi e neri sotto di esse. Racconta di come, un giorno , Novecento decida di scendere dalla nave e costruire il resto della propria storia sulla terra ferma.
 
“Il mondo, magari, non l’aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l’anima.”
 
Questo film racconta la leggenda di un musicista dall’incredibile talento, mai sceso sulla terra ferma.
Un opera che fa riflettere sul significato dell’esistenza, e sul rapporto tra realtà “vera”, e la realtà che l’uomo “decide” consapevolmente ( o inconsciamente ) di vivere.
 
Note - REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1998.
- DAVID DI DONATELLO 1999 PER: MIGLIOR REGIA, MIGLIORE SCENOGRAFIA, MIGLIORE FOTOGRAFIA, MIGLIORE MUSICISTA, MIGLIORI COSTUMI E PREMIO DAVID SCUOLA.
 
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