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日志


9月30日

Fango - Jovanotti -

 
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il
fango...
e mi fondo con il cielo e con il
fango...
e mi fondo con il cielo e con il fango .
 
  
9月24日

- La storia dei sassi -

 
Un giorno un anziano professore fu contattato per una lezione sulla gestione efficace del tempo da tenere a un gruppo di una quindicina di dirigenti di grosse società americane.
Questa lezione  si sarebbe svolta nell’ambito di un corso intensivo di formazione e il professore aveva a sua disposizione solo un’ora per trattare il suo argomento.
In piedi, davanti a questo gruppo scelto (uomini attenti e pronti a prendere appunti per non perdere nulla di quello che l’esperto avrebbe loro insegnato)
il vecchio professore guardò questi uomini uno per uno, lentamente, poi disse loro: “Faremo un esperimento”.
Da sotto il tavolo che lo separava dagli allievi il vecchio professore tirò fuori un grosso vaso di vetro (della capacità di circa 25 litri) e lo mise delicatamente davanti a sé.
Quindi sempre da sotto il tavolo tirò fuori una quindicina di sassi grossi all’incirca come palle da tennis e li mise uno per uno nel vaso. Quando il vaso fu pieno fino all’orlo, alzò lo sguardo verso gli allievi e domandò: “Pensate che il vaso sia  pieno? “Tutti risposero:sì”.
Aspettò qualche secondo e disse: “Davvero?”
Allora si chinò di nuovo e tirò fuori da sotto il tavolo un recipiente pieno di ghiaia. Con attenzione versò la ghiaia sopra i sassi poi agitò leggermente il vaso e la ghiaia si infiltrò tra i sassi fino a raggiungere il fondo del vaso.
Il vecchio professore alzò ancora lo sguardo verso l’uditorio e chiese di nuovo:
“Pensate sia pieno il vaso?”
Questa volta i suoi allievi iniziarono a comprendere l’inghippo. Uno rispose:
“Probabilmente no?”
“Bene!” rispose il vecchio professore si chinò di nuovo e questa volta tirò fuori da sotto il tavolo una ciotola piena di sabbia con molta attenzione versò la sabbia nel vaso.
La sabbia riempì gli spazi fra la ghiaia e i sassi. Di nuovo domandò: “Pensate sia  pieno il vaso?”
Questa volta senza esitazione gli allievi risposero in coro “No!”
“Bene!” rispose il vecchio professore e come prevedevano i suoi allievi prestigiosi prese un bricco d’acqua che era sotto il tavolo e riempì il vaso fino all’orlo.
Il vecchio professore alzò allora lo sguardo verso il gruppo e domandò:
“Che grande verità ci mostra questo esperimento?”
Il più audace degli allievi pensando al tema della lezione rispose: “Anche quando si crede che  la nostra agenda sia completamente piena, se si vuole si può aggiungere qualche appuntamento, è possibile trovare ancora degli spazi di tempo”.
“NO” rispose il vecchio professore “Non è questo!”
La grande verità che questo esperimento vuole mostrarci è la seguente: “Se non si mettono per primi nel vaso i grossi sassi, in seguito non sarà mai più possibile farli entrare tutti...”
Ci fu un silenzio profondo durante il quale ognuno prese coscienza della cosa.
L’anziano professore quindi aggiunse: “Quali sono i grossi sassi della vostra vita? La salute? La famiglia? Gli amici? Realizzare dei sogni? Fare ciò che vi piace? Conoscere? Difendere una causa? Rilassarvi? O altro? Se si dà priorità ai dettagli alle bazzecole (ghiaia, sabbia, acqua) si riempirà la vita di cose trascurabili e non ci sarà abbastanza tempo da dedicare alle cose importanti.
Quali sono i grossi sassi della vostra vita?
Metteteli per primi nel vostro vaso”.
 
Con un gesto di saluto il professore salutò gli allievi e lentamente lasciò la sala.
9月19日

Gli AMICI sono strade

 
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Certi amici sono indispensabili, semplici
come quella stradina di terra nell’interno,
dove dall’alto della collina possiamo avvistarla per intero,
sappiamo dove possiamo andare e dove possiamo arrivare,
sono trasparenti e affidabili.

Altri, appena arrivati,  sono come le
strade che conosciamo solo attraverso la guida,

e dove ci avventuriamo senza conoscere molto bene i suoi limiti,

è un cammino sconosciuto,
ma che vale sempre la pena di fare.

Ci sono amici che ricordano quelle strade vicine,
che usiamo poco, vediamo poco,
ma sappiamo che quando ci servono, sono là,
possiamo passarci per accorciare il tragitto,
sono sempre nella nostra memoria.

Di sicuro, esistono anche amici che infelicemente,
ricordano quelle strade meravigliose,
con piste larghe e asfalto sempre nuovo,
ma che ingannano il conducente,
perchè sono piene di curve pericolose,
e quando meno te lo aspetti...
vieni tradito dall’eccessiva fiducia.

Esistono amici che sono come quelle strade
che spariscono, non esistono più,
ma che sempre risvegliano la nostra emozione fino alla nostalgia,
nostalgia di un paesaggio, un pezzetto di quella strada,
che lasciò un segno profondo nel nostro cuore.
Sono passati, ma restano per sempre nella nostra anima.

E nel  viaggio della vita, sia lunga o corta, gli amici sono più di quelle strade,
sono targhe che indicano la direzione,
e nei momenti in cui più ne abbiamo bisogno,
per un periodo, sono la nostra propria terra.

 

Ricordati, tutti abbiamo bisogno di amici.
Ci sono  momenti nella nostra vita che ci sentiremo soli, ma chi ha degli amici veri non resterà mai solo, perchè hai la certezza che c’è qualcuno, in qualche posto, che ti vuole bene, e sarà sempre pronto ad aiutarti....

È sempre nei momenti di difficoltà nei momenti in cui ti senti triste ... che appaiono i veri amici.

Ed io dico che il tempo guadagnato con ogni amico ce lo rende tanto importante perchè non è tempo perso, è sicuramente, un tempo guadagnato, vissuto.

 

Amicizia,

             è amore,

                           è rispetto.